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  mariopulimanti [ menestrello romano ]
         

Amo Roma. Sono nato a Testaccio e ho vissuto per molti anni alla Garbatella. Dal 1984, anno del mio matrimonio, vivo ad Ostia.


4 ottobre 2017

Cani aggressivi liberi e giocondi senza guinzaglio ad Ostia

Abito a Ostia e amo i cani. Esistono tante forme di amore. Quello romantico, quello materno. Ma se esiste un amore incondizionato al di là di vincoli di sangue e tornaconti è sicuramente quello verso i nostri animali domestici. Chi non ha a casa un cane o un gatto non lo può capire. E' davvero una questione sorprendente. Un animale non ti chiede nulla ma ti ama più di tutto. E non ti lascia mai solo. Così stamattina ho pensato bene di farmi una salutare passeggiata sulla spiaggia sotto casa mia con i miei due cagnolini Margot e Lupin. Sono una coppia di Jack Russell Terrier. E sono particolarmente intelligenti, attivi, agili e veloci. Ovviamente Margot e Lupin sono sempre al guinzaglio. Solo a casa glielo tolgo. Fuori casa, mai! Ho notato però che, a differenza di Margot e Lupin, molti cani sono senza guinzaglio e corrono liberamente, anche se per legge dovrebbero stare sempre al guinzaglio, potendo essere liberati solo nelle apposite aree cani. Purtroppo, all’altezza della spiaggia Faber Beach Lupin è stato aggredito da un cane di razza meticcia che, senza guinzaglio, si è fiondato addosso al mio cane appena l'ha visto. La zuffa è avvenuta nel giro di pochi attimi. Ho lasciato Margot e preso in braccio Lupin per difenderlo e così mi sono trovato l'altro cane addosso, che mi ha anche morso. Insomma un groviglio, col padrone dell'altro cane che ci ha messo il suo tempo ad afferrare e togliere di mezzo il suo cane molto più grosso rispetto a Lupin. Tra l’altro il padrone del meticcio se ne é andato via dicendo che dal 1 ottobre i cani possono passeggiare sulle spiagge. “Sì, ma con il guinzaglio” gli ho inutilmente risposto, mentre quello mi ha mostrato, con un gesto tipicamente americano, il dito medio. Bè, che dire…me la sono cavata con grande paura ma poco danno. Comunque tutti i cani di qualsiasi razza o taglia devono essere sempre accompagnati al guinzagli e la non osservanza comporta una sanzione amministrativa di 50€, se poi il cane per caso provoca un incidente o mette a repentaglio l'incolumità pubblica il proprietario sarebbe tenuto a risarcire i danni causati e il proprietario riceverebbe una condanna penale. Tenere il cane al guinzaglio è un atteggiamento di civiltà e di rispetto verso coloro che possono risultare spaventati dall'animale in libertà. Spesso accade di vedere bambini, ma anche anziani, atterrirsi al passare vicino ad un cancello dove il cane (pur rinchiuso) abbaia all'improvviso. Figuriamoci se lo trovassero di fronte, senza guinzaglio. È capitato ancora di persone che, impaurite dal ringhiare improvviso di un cane, si sono agitate e sono cadute per terra. Ecco perché i cani vanno tenuti al guinzaglio e, pur con quella dose di buon senso e di tolleranza che deve sempre animare il vigile e il tutore dell'ordine capace di misurare il valore delle cose e contestualizzare le circostanze, è giusto che i proprietari di animali vengano richiamati al rispetto delle regole, e quindi a tenere al guinzaglio il loro “amico”. Così come del resto faccio sempre io, con Margot e Lupin. Portare i cani senza guinzaglio è un comportamento da padroni incoscienti, in alcuni casi, sprovveduti in altri, bulli di periferia in altri ancora. Questa gente non si rende conto del pericolo che si corre portando il proprio cane sciolto. Ad un incontro tra cani le reazioni possono essere incontrollabili e non gestibili......certo quando poi i padroni sono i bulletti di quartiere ogni riferimento alla ragione rimane privo di fondamenta! Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)




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4 ottobre 2017

Separatismo catalano

Al referendum in Catalogna ha vinto il “sì”. Il governo catalano ha annunciato che il 90% di quanti hanno partecipato alla consultazione non autorizzata da Madrid ha scelto l'indipendenza. Secondo fonti del governo catalano, 2,26 milioni di persone - su oltre 5,3 milioni di elettori - hanno partecipato alla consultazione referendaria. 2,02 milioni hanno risposto “sì” alla domanda: “Vuoi che la catalogna diventi uno Stato indipendente sotto forma di Repubblica?”. 176.000, invece, il totale di chi ha votato “no”. Numeri che non raggiungono la maggioranza assoluta e su cui forse ha influito la chiusura di 319 seggi da parte della polizia nazionale. Il referendum è stato effettuato perché in precedenza il Parlamento catalano, insistendo su un percorso basato esclusivamente sul fomentare la rabbia nei confronti di Madrid, aveva votato a favore di una risoluzione per la secessione della Catalogna dal resto della Spagna. I separatisti catalani ora stanno così per fare un favore all’Unione Europea che riuscirebbe a disintegrare uno dei più grandi stati europei e inoltre potrebbe anche liberarsi dalla monarchia spagnola. Se la Catalogna dovesse malauguratamente ottenere l’indipendenza, potrebbe verificarsi un effetto domino a livello europeo. Infatti, subito dopo la Catalogna potrebbe esserci la spartizione del Belgio (cosa che consentirebbe la nascita della città-stato di Bruxelles che sarebbe così l’ideale capitale europea), poi Veneto e Sardegna, Bretagna e Corsica, Baviera e la regione ungherese della Romania. Tutto questo è contornato dall’attuale crisi di credibilità ed economica della Germania che è stata usata come baricentro dell’attuale Unione Europea, per completare la cessione di sovranità ma che adesso deve essere abbattuta per consentire la nascita di un superstato europeo omogeneo senza una nazione che spadroneggi sulle altre. Infatti questo superstato sarebbe incompatibile con grandi stati nazionali e soprattutto con delle monarchie interne, come quella spagnola. Inoltre i nuovi stati europei come la Catalogna, per normalizzare la propria situazione economica, vorrebbero rientrare subito nell’Unione Europea, finendo anche con l’accettare condizioni molto più dure da Bruxelles, come grandi cessioni di sovranità e la perdita del diritto di veto. Se la Catalogna dovesse ufficializzare l’indipendenza, sarei molto dispiaciuto. Io sono vicino al movimento degli Indignados, ma sono anche ideologicamente però contrario all’indipendenza della Catalogna nonché di passate origini materne castigliane e convinto, peraltro che il separatismo finirebbe con essere funzionale all’Eurocrazia. Perciò sarei contento se il governo centrale potesse eventualmente tagliare la liquidità alle banche catalane, chiudendo le frontiere, ostacolando gli scambi commerciali e dichiarando illegale il processo d’indipendenza. Questa strada potrebbe essere intrapresa per bloccare sul nascere la spinta indipendentista e impaurendo i catalani, cercare di far cadere il governo separatista. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)




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